Responsive image
A cura di Claudio Modena

L'avvocato di Matteotti. Pasquale Galliano Magno

Le Radici, n. 21
2014, pp. 120, 15x21 cm, brossura

ISBN: 9788898608058
€ 12,00 -5% € 11,40
Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello € 11,40
Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist
Altre edizioni
Scheda libro

Il 10 giugno 1924 Giacomo Matteotti fu barbaramente assassinato da un commando della Ceka, composto da cinque sicari capeggiati da Amerigo Dumini. I cinque furono rinviati a giudizio davanti alla Corte di Assise di Roma, per rispondere di correità nell'omicidio. La Corte di Cassazione rimise il giudizio alla Corte di Assise di Chieti, per gravi motivi di sicurezza pubblica. Il libro ricostruisce un rapido, ma appassionato curriculum vitae del deputato socialista: la giovanile esperienza politico-amministrativa; l'intransigente opposizione alla guerra; l'adesione al socialismo riformista, per la costruzione di una società libera e democratica con la partecipazione delle masse proletarie; la battagliera attività di deputato in difesa della legalità, fino al drammatico discorso del 30 maggio, riprodotto integralmente. La vedova Velia Titta, resasi conto di non poter ottenere dalla Corte chietina “l'invocata giustizia”, revocò la costituzione di parte civile e affidò la difesa degli interessi della famiglia all'avvocato Pasquale Galliano Magno. Lo scelse per la “dirittura della coscienza” e per le affinità ideali e politiche col suo Giacomo, rivelate con l'adesione al socialismo riformista, la coraggiosa opposizione al fascismo, la difesa della legalità. “L'avvocato di Matteotti” - come in seguito fu soprannominato - mantenne la schiena dritta per tutto il ventennio, senza mai abiurare le sue idee. Non rinunciò alla dirittura della coscienza neppure nel travagliato dopoguerra, operando attivamente, come presidente del CLN provinciale, viceprefetto della provincia di Pescara, membro di commissioni provinciali dell'epurazione, per la democratizzazione dello Stato e della politica e per la ricostruzione del Paese. Si rifiutò di partecipare al secondo processo Matteotti, celebrato a Roma nel 1947, prevedendo che sarebbe risultato, come il primo, un processo-burla.

“L'avvocato Magno occupa un posto di rilievo non solo nella storia del riformismo socialista d'Abruzzo ma anche nella vicenda tragica della vita del riformista per eccellenza del socialismo italiano: Matteotti”(dalla prefazione di Angelo G. Sabatini)