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Livio Ferrari, Massimo Pavarini

Basta dolore e odio. No prison

Traduzioni dall'inglese di Attilio Galimberti ed Erich Schops

èstra
2018, pp. 356, b/n, 12x19,5 cm

ISBN: 9788899479374
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Scheda libro

Questo volume argomenta, a più voci, un secco no al carcere, quella gabbia per esseri umani istituzionalizzata in risposta a reali o supposte violazioni del contratto sociale. Il dire no al sistema carcerario deve essere compreso nel senso che la prigione non è ciò che si crede sia, infatti non è parte della soluzione al problema del crimine ma è parte del crimine stesso. La Canadian Society of Friends (Società Canadese degli Amici), più spesso nota come i Quaccheri, è giunta a queste conclusioni già nel 1981 quando è stata votata una mozione per l’abolizione della prigione che conteneva, tra le altre intuizioni degne di nota, anche questa: “Il sistema carcerario è sia una causa che un risultato della violenza e della ingiustizia sociale. La storia conferma che la maggioranza dei carcerati sono stati emarginati ed oppressi. È sempre più chiaro che l’imprigionamento di esseri umani, così come la loro schiavizzazione è intrinsecamente immorale e distruttiva sia per chi imprigiona che per gli imprigionati“. Non ci sono alternative morali all’abolizione del carcere perché la crudeltà della condanna al carcere è un fatto innegabile. Un altro fatto innegabile è che non si può trovare la verità sulla prigione nelle relazioni governative e nelle promesse elettorali. La verità sulle prigioni sta nella conoscenza della carcerazione vissuta in tutto il mondo, dall’esperienza della stragrande maggioranza dei più di dieci milioni di carcerati del pianeta, costretti in spazi angusti, con gabinetti sporchi e pasti scadenti, in condizioni che alimentano la cattiveria, le malattie e la paura costante. Di fronte a questa situazione di esperienze di vita vissuta il no verso questo luogo di vendetta e odio è totale, tutto il resto sono solo pubbliche relazioni per un business a danno dei poveri, propaganda, negazione, ingenuità o soltanto finzione.

Nel volume, oltre al manifesto “No Prison” scritto da Livio Ferrari e Massimo Pavarini, si trovano una serie di capitoli scritti da: Stefano Anastasia, Deborah H. Drake, Johannes Feest, Livio Ferrari, Ricardo Genelhu, Hedda Giertsen, Thomas Mathiesen, Giuseppe Mosconi, Massimo Pavarini, Gwenola Ricordeau, Vincenzo Ruggiero, Simone Santorso, Sebastian Scheerer, David Scott.

Autori

Livio Ferrari

Giornalista, scrittore e cantautore, esperto di politiche penitenziarie, fondatore e direttore dal 1988 dell’Associazione di volontariato “Centro Francescano di Ascolto” di Rovigo, presidente del Coordinamento Enti e Associazioni di Volontariato Penitenziario-SEAC dal 1994 al 2000, fondatore della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia nel 1998 e presidente della stessa dal 1998 al 2005, consulente del Ministro della Solidarietà Sociale per le politiche penitenziarie nel 2007-2008, garante delle persone private della libertà del Comune di Rovigo dal 2008 al 2013, fondatore e direttore responsabile della rivista dei detenuti della Casa Circondariale di Rovigo “Prospettiva Esse” dal 1997. Autore dei volumi: In carcere, scomodi (2007, FrancoAngeli Editore), Di giustizia e non di vendetta (2010, Gruppo Abele Editore), No Prison (2015, Rubbettino Editore), No Prison (2018, EG Press – in lingua inglese) e autore degli album musicali Orologi e Passioni (2011 e 2018, Edizioni Nota Music), ideatore e regista dello spettacolo “Il carcere in piazza”.

Massimo Pavarini

Nato a Bologna il 3 marzo 1947 e deceduto il 29 settembre 2015. È stato professore ordinario alla Facoltà di Giurisprudenza di Bologna, dove ha insegnato Diritto Penitenziario, Istituzioni di Diritto Penale e il sistema sanzionatorio nei corsi di Diritto Penale. Nel 2002-2003 ha anche insegnato Filosofia del Diritto nella facoltà di Giurisprudenza di Lecce e nel 2004-2005 ha ricoperto il ruolo di docente visitante presso la Facultad de Derecho della Universidad Autonoma Metropolitana de Mexico in Città del Messico, tenendo corsi di Criminologia e Penologia. Ha concentrato la sua ricerca sul drammatico tema della pena, studiato criticamente nelle sue giustificazioni teoriche, nelle pratiche, nella dimensione comparata. È stato direttore delle riviste: “Studi sulla questione criminale. Nuova serie di ‘Dei delitti e delle pene’”, “Critica del diritto” e “Jus 17 unibo.it”.